Insonnia

Cos’è l’insonnia

L’insonnia consiste in una mancanza di sonno durante le ore notturne, chi ne soffre ha difficoltà ad addormentarsi o a dormire per un periodo continuato, con risultati negativi per le attività quotidiane. Chi non riesce a dormire durante la notte spesso di giorno manifesta stanchezza, spossatezza, irritabilità, perdite di memoria.

L’insonnia altera il ciclo sonno-veglia che può essere difficile da restaurare causando un’insonnia continuata; alcuni insonni cercano di recuperare le ore di sonno durante il giorno aggravando ulteriormente la propria situazione e spingendo il corpo a privazioni estreme che possono causare gravi problemi fisici e mentali.

A seconda della fase del sonno in cui si manifesta si può distinguere tra tre tipi di insonnia:

  • L’ insonnia iniziale si manifesta con difficoltà ad addormentarsi
  • L’insonnia intermittente o centrale è caratterizzata da frequenti risvegli durante la notte
  • L’insonnia terminale consiste in un risveglio anticipato e impossibilità a riprendere sonno

Si può inoltre effettuare un’ulteriore suddivisione in base alla durata del disturbo:

  • Insonnia transitoria, causata da condizioni passeggere come jet lag o periodi di stress particolare.
  • Insonnia acuta, sussiste per periodi medio-lunghi, in genere almeno un mese.
  • Insonnia cronica, dura per periodi anche molto lunghi e può essere sintomo di altre patologie.

Spesso l’insonnia si manifesta in relazione a cambiamenti fisici, non solo psicologici, ad esempio è molto comune l’insonnia in gravidanza. A partire dal primo trimestre i cambiamenti ormonali che si verificano durante la gestazione a cui fanno seguito nausea, vomito, e spossatezza disturbano il sonno delle future mamme. L’insonnia gravidica aumenta nel secondo e terzo trimestre con l’aumentare delle dimensioni della pancia. La partoriente dovrà fare i conti con i fastidi che derivano dalle dimensioni sempre più grandi del feto che premendo sulla vescica fa aumentare la frequenza della minzione, influisce sulla corretta postura e provoca formicolio alle gambe. Inoltre nel periodo finale della gravidanza la produzione di ossitocina, l’ormone necessario all’allattamento, ha effetti negativi sul riposo notturno.

Insonnia, le cause

Le cause dell'insonnia sono molto varie e spesso concomitanti, tanto che può essere difficile individuare un unico attore che disturbi il sonno.

Andiamo a vedere quali sono le più comuni:

  • Assenza di una routine regolare: se si va a dormire ogni giorno a orari diversi o si dorme anche durante il giorno sarà difficile mantenere il nostro bioritmo e potremo incorrere in insonnia notturna.
  • Cattiva alimentazione: cibi troppo pesanti, soprattutto la sera possono disturbare il sonno o addirittura tenerci svegli.
  • Scarsa attività fisica: fare sport è fondamentale per mantenerci sani.
  • Disturbi ambientali: nella stanza da letto bisognerebbe evitare le luci troppo forti e le luci blu che disturbano il sonno; sarebbe inoltre molto importante non guardare schermi (di smartphone, tablet ma anche TV) subito prima di dormire.
  • Alcol e fumo: sia alcol che fumo sul breve periodo hanno un effetto rilassante o addirittura narcotico, ma vengono eliminati dal sangue in circa 4 ore, questo causa una mini crisi di astinenza che può farci svegliare nel cuore della notte con conseguente difficoltà a riaddormentarsi.
  • Stress: come molti altri disturbi l’insonnia può essere psicosomatica.
  • Farmaci: vari medicinali possono interferire con il sonno, come i cortisonici, i betabloccanti e alcuni antidepressivi, nel caso in cui fosse necessario prendere questi farmaci è bene sempre chiedere consiglio al medico sugli orari migliori per l'assunzione.

Quante ore di sonno sono necessarie?

Il numero di ore che un individuo necessita variano soprattutto in base all’età; i neonati hanno bisogno di almeno 14 ore di sonno al giorno mentre per gli adulti bastano tra le 7 e le 9 ore, ma spesso a seconda dell’individuo anche 6 possono essere sufficienti. Infine le persone sopra i 65 anni hanno bisogno di poche ore di sonno, ma sarebbe meglio non fossero mai inferiori a 5. Un altro fattore fondamentale quando si parla di riposo è la qualità del sonno: spesso è meglio per l’organismo dormire per meno ore ma in maniera profonda e continuativa. Bisogna anche tenere in considerazione che in circostanze particolari il nostro cervello è capace di adattarsi al variare dei ritmi sonno-veglia, per esempio come capita ai neo-genitori che devono svegliarsi tante volte durante la notte.

È stato dimostrato che alcuni disturbi del sonno hanno una componente ereditaria, ma esistono altri fattori esterni che possono influenzare il buon riposo come ad esempio il ciclo mestruale, le stagioni o il cambio d’orario ma anche alcuni problemi di salute.

I rimedi per l’insonnia

I sintomi dell’insonnia sono molto diffusi, si stima che circa il 30% della popolazione adulta manifesti disturbi del sonno. Esistono molti rimedi contro l’insonnia che vanno da terapie comportamentali a farmacologiche, prima di adottarne una è sempre meglio rivolgersi a un medico specializzato.

Le terapie comportamentali contro l’insonnia prevedono di stabilire una corretta routine per abituare il nostro cervello a dormire in orari prestabiliti, riducendo il più possibile il tempo che si trascorre a letto svegli. Questa strategia prevede tutta una serie di tecniche che porteranno gradualmente a un corretto ciclo sonno-veglia, come ad esempio: mettersi a letto solo quando si ha sonno, alzarsi quando non si riesce a dormire, evitare i pisolini durante il giorno, andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora.

Un altro metodo per curare l’insonnia consiste nell’utilizzare tecniche di rilassamento mutuate da altre discipline come lo yoga e la mindfulness; tali tecniche possono ridurre lo stato di iperattivazione in cui spesso si trova l’insonne, distogliere la mente da pensieri o preoccupazioni e permettere ai muscoli di rilassarsi.

Esistono anche una serie di rimedi naturali per l’insonnia, di cui il più famoso è sicuramente la melatonina, un ormone prodotto dal nostro corpo nelle ore notturne che serve a regolare i ritmi circadiani. La melatonina può essere assunta come integratore e avere un effetto benefico nella fase dell’addormentamento.

Anche l’erboristeria offre un’ampia gamma di rimedi per combattere l’insonnia, le erbe con effetti calmanti come camomilla, melissa, tiglio o valeriana possono essere assunte sotto forma di tisane prima di andare a dormire.